Flsun Q5 Review , piccola delta per aspiranti Makers

Hands on

Il tipo di braccia in fibra di carbonio, il reggi bobina, sono del tutto simili a quelli utilizzati sulla QQ-S pro. La movimentazione invece è differente, la Q5 utilizza un sistema basato su profilato di alluminio assicurato sia sulla base che sul top tramite dei bulloni filettati M4 e degli eccentrici di piccolo diametro (la QQ-S utilizza un sistema basato su canne lisce e cuscinetti lineari).

La componentistica elettronica è situata sul top della stampante ed all’interno troviamo una makerbase nano 1.2 abbinata al suo TFT 2.8.
I driver utilizzati sono dei TMC 2208 per gli assi e un A4988 per l’estrusore.
Il cable management è ordinato e nel complesso questa Flsun si presenta ben ordinata ed organizzata.

ASSEMBLAGGIO

Si tratta di un’operazione semplice e molto intuitiva, le istruzioni sono chiare ed all’interno dell’SD troviamo anche dei video che ci guideranno lungo le fasi dell’assemblaggio.

Si tratta di collegare i motori e gli endstop, che sono contrassegnati con “x” “y” e “z”, assicurare i profilati d’alluminio al top ed alla base con dei bulloni. Successivamente assicurare l’effector ai carrelli con le apposite viti ed infine collegare i cavi contrassegnati ognuno con un diverso colore, in modo da non poter sbagliare.

FIRMWARE

Una volta terminato l’assemblaggio non ci resta che eseguire le calibrazioni di rito, operazione che nel firmware mks risulta intuitiva e abbastanza rapida.

Collegheremo il modulo di autolevel, quindi lanceremo la procedura di autolevel che avverrà in modo del tutto automatico. Una volta terminato porteremo la Z a Z0 con l’apposito comando ed infine con “Adjust Z” andremo a calibrare l’offset su Z con il classico foglio di carta, salvando una volta trovato il valore corretto. Terminate le calibrazioni siamo pronti a stampare. Nel caso in cui la Z risulterà troppo alta o troppo bassa possiamo usufruire del babystep, ovvero un live Z che ci consente piccoli aggiustamenti di Z in fase di stampa, senza bisogno di interromperla e iniziarla nuovamente.
Il livellamento risulta davvero preciso su tutto il piano, cosa riscontrabile con uno dei tipici delta calibration test.

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