Flsun QQ-S Pro, approfondimento e mods

Mods utilizzate

Indice

Entriamo nel vivo della questione ed analizziamo singolarmente tutte le mod installate ed il motivo per cui sono state installate.

Motor Bracket

In passato la QQ-S veniva spedita con dei bracket in alluminio che avevano la pessima tendenza al bending, cosa che non giovava al movimento della carreggiata ed alle cinghie, che non essendo più perfettamente perpendicolari alla puleggia, iniziavano a consumarsi rapidamente.
Negli ultimi modelli la situazione è migliorata ed oggi grazie a nuovi motori e nuovi bracket, la tendenza al bending è quasi del tutto sparita.
Con questa semplice mod, che non prevede l’uso di hardware aggiuntivo, dato che va incastrata tra il bracket e la struttura, si riesce a rendere il sistema dei motori solido e stabile anche tendendo le cinghie (senza esagerare..).

BRACKET

Rinforzi alla struttura

La QQ-S ha una struttura sufficientemente stabile, ma che non eccelle. Detto in altri termini , “sufficiente” non significa che non si possa fare di meglio.
Con alcuni stampabili si riescono ad irrobustire diverse zone, andando a ridurre le vibrazioni lungo le smooth rods sulle quali si muovono le braccia della delta.
Si tratta di uno stampabile ad incastro ed uno che va installato durante il montaggio delle rods da 8mm nell’apposita sede.
Di seguito i link su thingiverse

STABILIZER

STABILIZER 2

YORGOS MODIFICATO

In entrambi i casi abbiamo utilizzato stl già esistenti e che abbiamo leggermente modificato per un fit migliore, in particolare sul mounting di Yorgos, dove lo spigolo vivo era al limite dal toccarsi con le arms in carbonio quando la stampante si ritrovava sui punti più esterni del piatto.

Flying Extruder

Sicuramente è la modifica più invasiva che abbiamo fatto. Anche in questo caso si parla di stampabili e giusto qualche molla e fascette come hardware extra.
Questa modifica è stata effettuata perchè , senza fare inutili giri di parole, un sistema bowden con 60 cm (e più) di tubo crea retraction problematiche da settare a puntino con il PLA e diventa un grosso limite se si stampa PETG , senza scomodare il TPU. Una modofica molto usata da numerosi possessori della QQ-S  è un relocator dell’extruder, cosa poi fatta dalla casa Flsun per la sua nuova SR, sistema che trovo semplice come montaggio, che migliora le retraction ma non risolve i problemi con PETG e TPU. Per essere precisi, con il relocator si ottengono performance più che sufficienti con il PLA e accettabili con il PETG, ma siamo molto lontani dalla perfezione, specialmente con il nostro amico incline allo stringing. Questo ci ha portati al flying extruder, che però porta ad alcune complicazioni che analizzeremo di seguito.

La prime due domande che ci potremmo porre guardando le foto precendenti potrebbero essere “ma perchè le fascette?” e “perchè due molle?”
La riposta è motivata da scopi prettamente pratici e frutto di svariati tentativi.
Il flying extruder è un sistema che ha come unico e solo principio imprescindibile per funzionare correttamente, l’equilibrio. Il sistema formato da motore ed extruder deve pesare il meno possibile sull’effector, ma il sistema di molle non deve risultare eccessivamente teso, pertanto il tutto sta nella giusta tensione elastica che regge il sistema ripartendo il peso sui tre carrelli.
A tal proposito le fascette risultano un espediente semplice ed incredibilmente utile, facendo da tensioner a tutto il montaggio. Poter stringere o meno la fascetta ci concede un buon margine, che è esattamente ciò che ci serve. Le due molle in serie, invece sono semplicemente una scelta forzata data dalla difficoltà di reperire una molla di lunghezza corretta e rigidità adeguata.
Riassumendo il tutto, nella realizzazione di questa mod è fondamentale trovare un giusto equilibrio di tensionamento, il modo poco importa, purchè sia davvero funzionale.
Ovviamente il PTFE va tagliato di conseguenza e dovremmo riuscire ad ottenere un tubo molto corto, il chè ci permetterà di avere un miglioramento enorme nelle retraction.
Per questa mod abbiamo usato diversi files, uno trovato su thingiverse

CENTRO FLYING

Ed altri realizzati da noi

MODIFICA CARRELLO

MODIFICA IDLER TITAN

GUIDA FILAMENTO


Nei relativi link è anche specificato cosa serve per realizzare le modifche ed il perchè sono state realizzate.
Un’ultima considerazione va fatta sul nema 17:
Un acquisto che consigliamo fortemente per la realizzazione del sistema flying extruder è il pancake motor, ovvero un nema 17 corto e molto leggero, con un peso di circa 130g. Questa sua peculiarità lo rende perfetto nella nostra lotta alla ricerca del tensionamento giusto per bilanciare il peso. Il suo costo si aggira dai 10 ai 15 euro a seconda del periodo, un costo contenuto per un’aggiunta che rende la mod perfettamente equilibrata.

PANCAKE

Nel caso in cui si monti questo nema 17, bisogna però fare attenzione al wiring, perchè con molta probabilità avrà uno schema diverso dal motore stock. Sul wiring dei motori in generale faremo un articolo dedicato appositamente.

Volcano e Fanduct

Si tratta di una sostituzione economica ma molto efficace. L’hotend stock della QQ-S Pro svolge il suo lavoro senza infamia e senza lode e non dà particolari problemi, ma non è chiaramente un hotend che possiede delle grosse capacità in termini di flusso. I suoi limiti si incontrano quando stampiamo velocemente, specialmente con ugelli grossi e layer spessi, ad esempio 0.3. Questo suo limite potrebbe risultare fastidioso, a seconda delle esigenze che si hanno. Sostituire l’hotend originale con un V6 Volcano trianglelab con gola Bore 4.1 ha migliorato sensibilmente le performance in termini velocistici e di flusso per stampe con ugelli grossi. Il V6 trianglelab appartiene alla categoria dei cloni V6 e tra quelli economici è sicuramente uno dei migliori, con ottime performance, per circa 15 euro. Di seguito il link per l’intero hotend

VOLCANO HOTEND

Cambiare la lunghezza dell’hotend richiede un adeguamento di alcune parti, ovvero la sede per lo switch del levelling ed il fan duct.

FAN DUCT

FAN DUCT HOTEND

ADATTATORE PER LEVELLING

Ci sono numerosi fan duct customizzati, per il volcano purtroppo non moltissimi, ma come ci diranno i test effettuati in seguito, il modello contenuto nel file sopra linkato ha un buon flusso d’aria e ben indirizzato. Il secondo convogliatore è invece indirizzato sull’heatsink dell’hotend ed ottimizza il cooling su questa zona.

Marlin

Possedendo numerose stampanti, la maggior parte delle quali basate su Marlin o su fork dello stesso, non abbiamo amato particolarmente il firmware MKS basato su una sorta di repetier. Nello specifico, lo troviamo molto semplice, funzionale e adatto ad un newbie della stampa 3d, ci sono poche cose, essenziali, che fanno ciò che serve. Tuttavia inizia a diventare limitante quando chi usa la stampante è un user più navigato. In particolare abbiamo trovato molto fastidioso il comportamento che ha la stampante (a causa del firmware) quando stampiamo in velocità. Quando il file diventa complesso e contiene molti movimenti, la stampante presenta dei rallentamenti improvvisi ed immotivati, non dipendenti dal GCODE. Personalmente abbiamo ipotizzato che fosse colpa di un transfer rate dei dati che fa da collo, potremmo sbagliarci, ma il comportamento riscontrato ci ha portato a pensare proprio a qualcosa di relegato a ciò. Questo comportamento si è presentato con qualsiasi SD, su diverse QQ-S, cosa che su Marlin invece, non è mai accaduta.
La nostra ricerca di un firmware basato su Marlin 2.0.x, ci ha portati a rimbalzare su diversi firmware realizzati da diversi utenti, dato che non esiste una versione ufficiale del firmware basata su Marlin.
Nello specifico un paio di questi si sono rivelati soddisfacenti per molti versi, ma con qualche pecca o mancanza che ci ha portati a prendere il file sorgente ed iniziare a modificarlo a nostro piacimento. Dopo varie modifiche fatte nel tempo, alcune ottenute anche scopiazzando idee altrui (come l’idea di un menù wizard per le calibrazioni guidate, rapide), siamo giunti ad una versione di Marlin, ora alla release 2.0.9.1, che ci ha convinti.
I miglioramenti sono numerosi ed innegabili, specialmente sulla pulizia di stampa, e a dir poco enormi quando iniziamo a viaggiare sopra i 50-60mm/s. Aggiunte come Linear Advance, S Curve, la possibilità di settare tutto da schermo, come step/mm, autotune PID ecc sono un plus davvero sostanzioso.
Di seguito il Link per la nostra versione di Marlin con varie configurazioni.

MARLIN

Purge Line

Non si tratta di una mod , ma di un gcode per inizio stampa che utilizziamo su Cura.
Le volte in cui utilizziamo interamente il piatto sono veramente poche, di contro sono molte più le volte in cui dobbiamo rimanere fisicamente ad aspettare che la stampante inizi, togliendo il filo in eccesso manualmente, ed a volte togliendo dal piatto in modi roccamboleschi i giri iniziali di skirt o brim a causa di un’estrusione iniziale incerta.
Rinunciando a qualche millimetro di piatto, invece, una purge line densa ci consentirà di iniziare a stampare senza incertezze, pulirà il nostro ugello da eccessi di filamento, liberandoci dall’obbligo di agire manualmente, cosa che spesso può risultare scomoda.

Di seguito il link contenente il gcode iniziale da copia/incollare su Cura

PURGE LINE

Drivers

Si tratta di un upgrade circostanziale. Come consigliato nella recensione (QUI) basterebbero dei TL smoother, ma per gli amanti della silenziosità, sostituire gli allegro 4988 potrebbe essere una buona scelta. Il nostro consiglio è di puntare ai TMC 2209 e non ripiegare sui 2208 per risparmiare qualche euro. Purtroppo i TMC 2208 presentano alcuni fastidiosi bug con il Babystep e con il Linear Advance. Se si deve fare questo upgrade, meglio farlo con qualcosa che risulti ottimale.

TMC 2209

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