Flsun SR review, so fast so good

Alcuni dettagli

Indice

Dopo aver dato uno sguardo in generale al prodotto ed a come la casa produttrice lo presenti al pubblico, scendiamo più nel dettaglio, analizzando e facendo alcune considerazioni sui componenti di maggior interesse e le scelte fatte per la realizzazione di questa SR.

Guide lineari, cinghie da 10mm, rods e struttura

La Super Racer è equipaggiata con tre guide lineari, MGN12 e carrello MGN12H, una per ogni asse, assemblate all’interno di profilati d’alluminio molto robusti e dal peso non indifferente.
Flsun ha evidentemente messo al centro del proprio progetto la robustezza strutturale.
La scelta di affidare la movimentazione a delle guide lineari, fissate ad un profilato d’alluminio così robusto, non è tra le più economiche ed è palese che su questa stampante abbiano scelto di investire una buona parte del valore complessivo del prodotto proprio sulla struttura e sul feeling che questa dia all’utente. Del resto si tratta di una soluzione lodevole, in particolar modo considerando che il focus principale sia la stampa a velocità elevate.
Una scelta interessante e non molto comune è quella di aver equipaggiato la SR con delle cinghie da 10mm, ovviamente con tutti i sistemi di pulegge adeguati per queste dimensioni. Le Delta, per la loro peculiare cinematica, usano parecchio le cinghie in ogni movimento, dato che, anche per movimenti semplici, muovono tutti e tre gli assi.
Le cinghie da 10mm sono più robuste delle classiche 6mm ed hanno una risposta più secca e decisa ai cambi di direzione. Inoltre il tensioner incluso in ogni carreggiata consente di regolarle con estrema semplicità.

Basterà allentare le due viti che lo bloccano al profilato, regolare la tensione e nuovamente assicurarle, in modo che il tensioner non si sposti.
Si tratta di un dettaglio che abbiamo realmente gradito. La QQS Pro, ad esempio, utilizza delle cinghie da 6mm e nei cambi di direzione repentini, comparando la risposta delle due, risulta subito palese che delle cinghie più spesse aiutino a gestire in modo migliore dei valori di jerk elevati. Se consideriamo che stiamo parlando di una miglioria che non richiede un esborso granchè più elevato, è certamente una soluzione ottimale da un punto di vista di resa/costo.

Non sono da meno le nuove rods in carbonio utlizzate per muovere l’effector. Su questa nuova stampante Flsun ha rivisto sensibilmente in meglio questa componente, utilizzando aste in carbonio del diametro di 8mm, contro i 6mm utilizzati su QQS e Q5. La differenza si avverte immediatamente, queste aste sono leggere e molto robuste. Ai capi delle tre coppie di aste troviamo due molle che hanno il compito di tenerle fisse sulle sfere d’acciaio. Un sistema molto differente da quello a fish-eye utilizzato sulle precedenti.

Elettronica

Su questo modello di SR abbiamo trovato una SKR 1.3, una board basata su chip LPC1768. In realtà sappiamo che nelle SR più recenti, a causa della carenza di chip LPC1768 e 1769 sul mercato, Flsun abbia cambiato board, utilizzando una MKS Robin Nano v3, basata su chip STM32 a 168mhz. In entrambi i casi, parliamo di board a 32bit, perfettamente in grado di gestire calcoli complessi, come quelli richiesti da una cinematica di tipo Delta. Va però sottolineato che la Nano V3 sia una board più recente e migliore sotto questo punto di vista, con un chip più potente, dettaglio che sicuramente farà contenti i potenziali acquirenti della SR.
I driver utilizzati sono gli ormai noti TMC2209, silenziosi, più potenti e tecnologicamente avanzati dei TMC2208.

Il touchscreen utilizzato è di tipo capacitivo, ben leggibile , preciso e sempre reattivo. Si aggancia al profilato d’alluminio grazie ad una calamita.

Autolevel

Non poteva certo mancare il sensore per il livellamento automatico. Abbiamo infatti, il solito switch removibile che abbiamo già incontrato sia su QQS Pro che su Q5. Il sistema di autolevel è sempre preciso ed affidabile.

Cassetto per gli accessori

Flsun nella SR ha creato un comodissimo spazio per riporre i piccoli tool di uso abituale, come le chiavette, il modulo per l’autolevel. Questo piccolo cassetto è un’aggiunta comoda che ci aiuterà a tenere in ordine la stampante.

Estrusore dual drive

L’estrusore utilizzato è un clone del BMG dual drive, una soluzione rodata ed affidabile. Purtroppo non si tratta del miglior clone in circolazione e qualitativamente parlando non è eccelso. Ad alcuni utenti è persino capitato che gli ingranaggi si limassero dopo pochi mesi, considerando che i filamenti utilizzati sono dei termoplastici, non dovrebbe accadere con dell’acciaio temprato. A noi non è accaduto in questo particolare modello, ma è invece capitato che il grip con il filamento non fosse dei migliori. Esistono in commercio cloni di bmg dual drive, economici ma funzionali, con degli ingranaggi ben realizzati e che hanno un grip migliore. Parliamo dunque di un componente valido, sulla carta, mediocre nella pratica. Tuttavia va detto, che durante i nostri test, senza pretendere troppo in termini di feedrate e giostrando bene la molla per il precarico, abbia fatto il suo sporco lavoro (a tal proposito, di tanto in tanto ricordate di pulire gli ingranaggi dalla polvere di filamento che si accumula, vero?).

Hotend (Fake)Volcano

L’hotend utilizza un mounting simile a quello visto su Q5, ovvero heatsink agganciato all’effector tramite due viti, gola assicurata all’heatsink tramite due viti senza testa (simili a quelle usate per assicurare la cartuccia al blocco riscaldante). Anche in questo caso viene utilizzato un sistema con gola bore 4.1, ovvero con tubo in ptfe che parte dall’estrusore ed arriva fino in battuta con l’ugello.
Si tratta di un simil V6 con blocco riscaldante publicizzato come volcano, ma che di fatto non è un volcano.
Questa soluzione adottata sul blocchetto ci ha lasciati piuttosto perplessi per diverse motivazioni.
Usare un fake-volcano con dimensioni ridotte e diverse da quelle standard ed abbinarlo ad un ugello volcano di dimensioni standard, ci porta ad un risultato finale opinabile.
Una buona parte dell’ugello resta scoperta, il chè non solo è brutto esteticamente, ma chiaramente crea dubbi sull’affidabilità delle temperature lette dal termistore rispetto alle temperature reali dell’ugello. Infatti facendo alcune tower temp abbiamo concluso con delle temperature ottimali per i filamenti utilizzati di circa 5-10 gradi in più, rispetto a quanto solitamente facciamo su kp3s, su mk3s o su QQS Pro. Chiaramente anche le performance in termini di flow rate massimo, sono inferiori rispetto a quelle di un volcano standard.
Come detto questa scelta ci ha lasciati perplessi, perché sembra evidentemente un componente su cui Flsun sia andata al risparmio, tuttavia, considerando quanto testato nell’approfondimento sulla QQS Pro (QUI) , nel mercato ci sono soluzioni economiche , come ad esempio il Volcano prodotto da Trianglelab, ma decisamente valide, che si riescono a comprare a circa 12-13euro per l’intero hotend. Viene quindi spontaneo pensare che stiamo parlando di una scelta che ha consentito al produttore di risparmiare pochi euro per singolo pezzo, risparmio marginale che forse era meglio non fare e che un acquirente avrebbe speso probabilmente senza nemmeno notarli sul prezzo finale.

Housing

Non si tratta di una parte particolarmente interessente, ma è un dettaglio che vogliamo sottolineare. L’housing in questione ha il solo compito di ospitare le ventole destinate al raffreddamento dell’hotend e del materiale. Rispetto a quanto visto su QQS Pro, sulla SR c’è un netto miglioramento in questo particolare. Su QQS Pro la ventola che raffredda l’hotend non ha alcuno sfogo dalla parte opposta, che è completamente sigillata, cosa che costringe l’aria a sfiatare dalla parte inferiore, non sigillata, ovvero direttamente sul piano di stampa. Si tratta ovviamente di un errore progettuale e di una cosa che non dovrebbe accadere (che comporta del raffreddamento attivo sul piano di stampa anche quando non lo vorremmo). Su SR abbiamo la parte inferiore parzialmente sigillata e la parte opposta a quella da cui entra il raffreddamento con diverse feritoie, che consentono lo sfogo del flusso d’aria. Non abbiamo quindi sfoghi d’aria molesti sul piano di stampa, pertanto su questo dettaglio Flsun ha lavorato al fine di correggere gli errori progettuali fatti in precedenza.

Ingresso scheda SD

L’ingresso per la scheda SD è posizionato in alto, usufruendo dell’ingresso predisposto sulla board. Il posizionamento non è dei più comodi e sarebbe stato più agevole averlo frontalmente, o avere un ingresso aggiuntivo ad esempio nel touchscreen.

Sensore di fine filamento

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