Kingroon KP3S Review, valida alternativa low cost alla Prusa Mini?

Prova sul campo e mod

Indice

Dopo aver analizzato, lodato e criticato questa piccola Kingroon, andiamo a dare un’occhiata ad alcune stampe.

Molti di questi pezzi sono stati stampati in PETG, la sposa cadavere è stata stampata in PLA silk. La qualità di stampa è ottima, il direct unito ad una buona solidità della carreggiata rendono le stampe in PETG pulite e prive di stringing.
Questa Kingroon raggiunge una pulizia di stampa notevole utilizzando layer molto sottili, persino non abbassando eccessivamente la velocità. Pur trattandosi di una cartesiana, quindi con piatto in movimento, le dimensioni ed il peso contenuto di quest’ultimo, la buona fluidità delle carreggiate, il direct, la rendono performante anche a velocità sostenute. La benchy stampata in PETG, con Marlin (e mantenendo originale tutto il resto), ad esempio ha impiegato 50minuti, con infill a 130mm/s, pareti interne a 70mm/s ed esterne a 60mm/s con accelerazioni a 2000mm/s2 (1800 per le esterne) e jerk a 18 (16 esterne).

 

MODDING

 

È giunto il momento di parlare di mod, miglioramenti ed upgrade. Andiamo ad analizzare alcune mod da me fatte, alcune che ho intenzione di fare, e cerchiamo di capire quali possano essere effettivamente le più valide da tenere in considerazione.

Marlin

In ordine cronologico la prima cosa che ho modificato su questa stampante è stato il firmware. Ho scaricato Marlin 2.0.7.2 , ho configurato il firmware per la KP3S e dopo alcune prove e qualche variazione, ho ottenuto il risultato cui puntavo. Il motivo di tale cambio è più relegato ad una questione di abitudine personale, ma soprattutto di preferenza. Con Marlin si può avere un più rapido accesso alla modifica di parametri come step/mm, autotune PID, senza dover collegare la stampante ad un PC. In seconda analisi ero curioso di comparare la qualità di stampa offerta da Marlin 2, abilitando l’opzione S-Curve acceleration. Ho anche provato ad abilitare il Linear Advance ovviamente abbinandolo all’S-Curve con la modalità sperimentale (ma funzionante). Inoltre, dato che si tratta di un’opzione molto in voga e gradita, ho anche aggiunto il mesh leveling.

Ho stampato vari pezzi con le medesime impostazioni di velocità, tra cui il pezzo nelle immagini sopra, a sinistra con Repetier a destra con Marlin. Mantenendo basse velocità, accelerazioni e jerk, la qualità di stampa è pressocchè identica, tuttavia alzando questi parametri sino a giungere valori di velocità sostenuti, Marlin offre effettivamente qualcosa in più in termini di pulizia di stampa e di ghosting/ringing specialmente calibrando a modo il Linear Advance. La stampa nelle immagini è stata fatta a 0.3 e velocità sostenute, il pezzo uscito con Repetier firmware ha qualche imperfezione, mentre quello uscito con Marlin è privo di imperfezioni. A quanto ho avuto modo di vedere, è proprio il Linear Advance che in questi casi da qualcosa in più.
Piccolo neo, da riportare, il TMC 2225 sull’estrusore è montato sulla mks nano in modalità 32microstep, scelta fatta da kingroon per aumentare la risoluzione, abbinandolo ad un estrusore Titan con rapport 3:1. Questa configurazione, unita al fatto che il TMC 2225 non è molto diverso dal 2208, porta a qualche piccolo intoppo con l’uso del Linear Advance. Su qualche stampa, di tanto in tanto lo stepper si disabilita, entrando in protezione, quando si usa il Linear Advance, e quindi si finisce per non aver più estrusione di filo. Sostituendo il TMC2225 sull’estrusore con un LV8729 il problema svanisce.

IN SINTESI: Passare da Repetier Firmware a Marlin è una modifica che porta ad alcuni giovamenti in termini di comodità e di pulizia di stampa , anche se minima e più che altro relegata a situazioni in cui si stampa a velocità sostenute. Tuttavia configurare Marlin non è una cosa alla portata di qualsiasi utente, e questo può limitare. Per facilitare l’operazione lascerò alcuni firmware pre configurati e compilati in una sezione della recensione (QUI).

Estrusore

L’upgrade che sicuramente va considerato riguarda la sostituzione del Titan Extruder. Una valida opzione può ricadere su un BMG dual drive clone, che si può trovare sulle 7-8 euro su aliexpress, o qualcosa in più su Amazon (QUI). Con il BMG si deve però modificare il fanduct dato che il posizionamento dell’originale non sarà più consono e a tal proposito lascerò il file stl in una sezione della recensione (QUI). Inoltre con il montaggio del BMG si perderanno 5mm sulla carreggiata X (cosa arginabile con un adeguamento del bracket su cui sto lavorando e di cui rilascerò l’stl) a causa della leggera variazione del posizionamento dell’hotend. Se si punta a stampare filamenti molto morbidi , il BMG è sicuramente la migliore scelta.
Altrimenti si può considerare di sostituire il Titan Extruder con un altro Titan che sia però di qualità migliore e che abbia una ruota dentata ben realizzata. Una buona scelta potrebbe essere il titan clone venduto da Trianglelab (QUI), che è un modello di ottima qualità e decisamente migliore di quello montato sulla stampante.

IN SINTESI: Questa è sicuramente una modifica che consiglierei, forse la modifica che più consiglierei su questa stampante.

Antiwobble asse Z e vite con filettatura da 2mm

Si tratta di un upgrade veloce, facile da fare e che prevede l’uso di hardware abbastanza comune e poco costoso. Nel specifico di due viti M4 x 12, 2 dadi M4 ed un 608zz o 608rs. Il file lo si trova su thingiverse (QUI).
Ho investigato eventuali problemi di Z wobble, ma la mia KP3S non ne ha mostrati. Tuttavia una stampante con un solo profilato per l’asse Z ed una X a slancio potrebbe presentare un leggero Z wobble. Considerando la facilità con cui si effettua questa mod, è una di quelle da mettere in lista.
La vite che muove l’asse Z è una T8 con passo 2mm e filettatura 8mm. Usare una vite con filettatura da 2mm, accoppiata ad un dado con la medesima filettatura aumenta la precisione sull’asse Z. Si tratta di hardware dal prezzo irrisorio che va da qualche euro su Aliexpress a circa una decina di euro su Amazon. Questo miglioramento, nello specifico, è un upgrade valido e poco costoso, non solo per la KP3S, ma per moltissime stampanti.

IN SINTESI: Facile realizzo, impiega hardware di facile reperibilità e dà un miglioramento strutturale con poco impegno e pochi costi.

Modulo di livellamento/bltouch e aggiunta di un ultrabase

Pensare di adoperare un sensore di livellamento o un bl touch è una cosa che viene in mente subito non appena si adocchia questa stampante, dato che usa un endstop meccanico per l’asse Z.
Il bl touch o un modulo per utilizzare più agevolmente il mesh leveling è sicuramente una comodità, ma l’installazione richiede un po’ di tempo e un po’ di adattamenti.
Innanzitutto va adeguato il firmware , successivamente vanno tarati i punti che vogliamo vengano toccati e questo ci rimanda anche alla questione che dobbiamo stampare un pezzo che ci consenta di installarlo. Ovviamente dobbiamo anche ricablare i cavi in modo da riordinare il tutto per questa aggiunta.
In realtà il piatto è di piccole dimensioni e si livella velocemente ed in modo semplice. Una volta livellato lo si può dimenticare per tante, tante stampe.
Il vero miglioramento per quanto riguarda il livellamento potrebbe invece esser dato dall’installazione di un ultrabase, venduto da Kingroon stessa a circa 10euro (QUI), che corregge eventuali dislivelli del piatto d’alluminio che volenti o nolenti non sarà mai perfettamente dritto in ogni suo punto.
Adoperare un ultrabase ridurrà il livellamento del piatto a regolare i quattro angoli davvero in pochissimi minuti, per poi dimenticarsene a lungo.
Senza considerare il fatto che un ultrabase è un piatto duraturo, versatile e con un’ottima adesione.

IN SINTESI: Modulo di livellamento? BL touch? Si, è una scelta molto in voga e valida, forse un pizzico macchinosa e su un piatto così piccolo viene il dubbio che ne valga davvero la pena. Andrebbe piuttosto guardato con forte interesse l’ultrabase Kingroon da 180 x 180.

Guida lineare per Z

Dato che tutti gli assi si muovo grazie a delle guide lineari, mgn12c, perché non muovere anche Z con delle guide lineari? In realtà è una modifica potenzialmente dispendiosa, macchinosa e che porta a vantaggi…. Discutibili se non nulli. Se guardiamo a qualche guida lineare cheap come quelle vendute da Kingroon stessa, potremmo contenere le spese, ma resterebbe comunque la questione di adattare tutta la carreggiata alla nuova movimentazione, il che richiederebbe un progetto con diversi cambiamenti, stampe e tempo per disegnarlo. Considerando che gli eccentrici fanno egregiamente il loro lavoro e che l’asse Z si muove lentamente e in misura enormemente minore rispetto ad X ed Y, è un upgrade che non vale assolutamente la pena di essere tenuto in considerazione.

IN SINTESI: Macchinoso, potenzialmente dispendioso e poco vantaggioso.

Cambiare ventole ed aggiungere ulteriore raffreddamento del materiale

Le ventole usate non sono così male, in particolare la 4020, ma effettivamente quella da 30 sull’hotend, quella dell’alimentatore e quella sotto la stampante sono un po’ rumorose. Cambiare quella da 30mm con una da 40mm sull’hotend e cambiare la ventola dell’alimentatore riduce il rumore drasticamente.
Se invece parliamo di raffreddamento sul materiale, come detto precedentemente la 4020 fa il suo lavoro dignitosamente, ma ciò non significa che aggiungere un ulteriore 4020 o 5015 (da 24v) sul materiale sia una brutta idea, anzi, specialmente se si stampa principalmente PLA potrebbe essere un buon upgrade.

IN SINTESI: delle ventole discrete possono costare qualche euro in più, ma non hanno un costo esorbitante ed il guadagno in termini di rumorosità o in termini di raffreddamento sul materiale potrebbero valerne la pena, specialmente se la silenziosità è un fattore molto importante.

Hotend

L’hotend fa il suo, ma sicuramente esistono alternative migliori. Ho utilizzato il v6 della trianglelab e fatto qualche test.
La modifica ha richiesto alcuni adeguamenti, come la rimozione della molla della vite per l’endstop sull’asse Z. Il V6 è più corto e la molla non rendeva possibile avvitare oltremodo la vite per abbassare lo 0 della Z. Ovviamente va adeguato anche il fanduct sul materiale, dato che l’ugello si trova più in alto.

Dopo il cambiamento la qualità di stampa è risultata identica, ho notato un miglioramento esclusivamente se si stampa con layer grossi, come 0.3 ed a velocità sostenute. Probabilmente il V6 garantisce un flusso migliore in queste condizioni, ma a quel punto se l’obiettivo principale fosse stampare con grossi ugelli e con alto valore di spessore per i layer sicuramente un volcano sarebbe la scelta migliore.

IN SINTESI: l’hotend originale fa il suo e lo fa discretamente, sotto certi aspetti questo upgrade potrebbe essere interessante, specialmente se si punta ad un volcano.

Risolviamo lo strano difetto

Una soluzione semplice e veloce, che richiede una stampa di pochi minuti. Il file si trova su thingiverse (QUI)

2 Comments

  1. Ottima recensione ed esposizione grafica. Si vede che hai passione e voglia di diffondere le cose che hai appreso che che hai sviluppato. Complimenti. Marco Venditti.

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