Alimentatore, come sceglierlo e cosa guardare

Molto spesso quando si progetta una configurazione per un PC assemblato, sia per il gaming, che per lavoro (workstation), si sottovaluta uno dei componenti più importanti. Il cuore pulsante delle nostre configurazioni, è l’alimentatore. Un buon alimentatore può incidere sulla durata delle nostre componenti e salvaguardarle in molti casi, grazie ai circuiti di protezione che un alimentatore di qualità possiede. Ma quali sono i parametri importanti che ci aiutano a capire quale alimentatore scegliere? Quali sono i dati importanti da conoscere?

-Uno sguardo alla componentistica

Ogni alimentatore può avere una componentistica interna più o meno di qualità, da questo dipende in buona parte la bontà e l’affidabilità nel tempo dell’alimentatore stesso.
Senza entrare eccessivamente nei dettagli, troviamo molteplici componenti: diodi, condensatori, induttori, piccoli circuiti integrati e cosi via.
Troviamo condensatori che possono reggere temperature di 75°, altri  85°, o anche 105° ecc, ciò significa che la scelta di un condensatore piuttosto che un altro, può tramutarsi in maggiore affidabilità.
Anche la qualità delle saldature, visibili sul PCB, sono un fattore tanto banale quanto importante.
Normalmente la scelta della componentistica interna o la qualità delle saldature, dipende dall’ OEM, ovvero chi progetta e produce quel determinato modello di alimentatore.
Non sempre il marchio di vendita corrisponde realmente al produttore. Ad esempio Antec, vende modelli di alimentatori progettati da vari OEM, come Delta o Seasonic. Corsair ha modelli progettati ad esempio da CWT e Great Wall. EVGA per la linea dei conosciutissimi G2 e G3 si affida a Superflower. Sono solo alcuni esempi di alcuni conosciutissimi marchi, ma la lista ovviamente è ben più numerosa.

-Etichetta

Prima di tutto capiamo come leggere i dati riportati sull’ alimentatore, in genere su un’etichetta.
La potenza W, si ha moltiplicando la tensione (12V ad esempio) per gli Ampere (A), ovvero l’intensità della corrente.
La 12V viene spesso nominata quando parliamo di alimentatori, perché si tratta probabilmente della linea più importante da considerare nella scelta di un alimentatore.
Le componenti di maggiore assorbimento (Cpu, Gpu, HDD) sono alimentate proprio dalla linea a 12V, quindi la potenza massima che il nostro alimentatore erogherà sulla 12V ci da informazioni importantissime, ad esempio quale GPU e CPU potrà reggere e se eventualmente restarà margine per l’overclock.
In breve, si deduce che, il valore in watt che l’alimentatore riesce a cedere su questa linea è fondamentale nel dimensionamento della nostra configurazione.
Ad esempio, se su un alimentatore è dichiarata una potenza di 750w , ma in realtà eroga solo 16A sulla 12V, significherà che non avremo mai un valore simile a 750w su questa linea, e quindi anche se il valore in watt dichiarato dalla casa ci spingerà a crederlo, non potremo alimentare una GPU con assorbimento pari a 300w con un alimentatore con questi dati di targa.
Esistono anche alimentatori con più linee a 12v, ad esempio , 12v1, 12v2, con un valore in ampere per ogni linea a 12v. Ebbene si tratta di un multi-rail, ed il valore in watt che potrà erogare sulla 12v sarà la somma tra le due linee fino, ovviamente, ad un massimo dichiarato sempre sull’etichetta. Questo significa che se avessimo un alimentatore con valore massimo di potenza erogata pari a 450W, e avessimo 2 linee 12V da 20A cadauna, quindi con 240W a linea, il nostro alimentatore non erogherà comunque più di 450w complessivi.

-Principali caratteristiche

  • POTENZA NOMINALE
    È la potenza, espressa in Watt, che un alimentatore riesce ad erogare, in totale, senza avere nessun tipo di cedimento.
    Un buon alimentatore potrebbe lavorare al 100% della potenza nominale senza mostrare alcuna defaillance.
    La potenza nominale è espressa sull’etichetta dell’alimentatore.
  • POTENZA DI PICCO
    È la potenza che un alimentatore riesce ad erogare per un determinato periodo (picco), senza cedere. Questa potenza va ben oltre la potenza nominale, un buon alimentatore potrebbe reggere circa un 30% in più di quest’ultima. Ad esempio un 450W di qualità, potrebbe reggere un picco di 580W senza troppi problemi. Questo non significa però, che si può alimentare una configurazione da 500W con un 450W.
  • RIPPLE

    In parole semplici, il ripple in elettronica è l’ondulamento che presenta la tensione dopo esser stata raddrizzata. Ciò, brevemente, è dovuto all’assorbimento di corrente da parte del carico, nel nostro caso le componenti della nostra configurazione, che tra il valore massimo di una semionda e l’altra, scaricano il condensatore. Quindi, come si deduce, l’accuratezza nella scelta delle componenti quali, come dicevamo i condensatori, incide fortemente su questo parametro. I componenti di un pc soffrono della presenza del ripple, esiste infatti lo standard ATX, che ha dato un valore massimo per questo ripple. Un buon alimentatore deve avere un ripple uguale o inferiore a questo valore imposto dallo standard ATX. In sostanza, minore sarà il ripple, più i vostri componenti ringrazieranno.
  • EFFICIENZA
    Il valore dell’efficienza è quanta energia utile riesce a cedere il nostro alimentatore partendo dalla spina. Questo valore si esprime in percentuale. Ciò significa che per calcolare effettivamente quanto assorbe dalla presa il nostro alimentatore , bisogna considerare il valore dell’efficienza. Ad esempio, se avessimo un alimentatore con un efficienza di circa l’80%, un consumo di 100W, dobbiamo aggiungere la percentuale mancante per arrivare al 100%. Quindi consumeremo 100W+20% = 120W.
    Per questo valore di efficienza vi sono delle certificazioni, riconoscibili tramite i bollini di certificazione, assegnati ad un alimentatore, se rientra nella categoria.

    N.B. Per essere precisi, l’efficienza  varia a seconda del carico. Il picco più alto lo abbiamo circa al 55-60% di utilizzo.
  • PROTEZIONI
    OCP (Over Current Protection): protezione contro i picchi di corrente
    OVP (Over Voltage Protection): protezione dalle sovratensioni
    OPP (Over Power Protection): protezione da sovraccarico, a volte chiamato anche OLP
    OTP (Over Temperature Protection): protezione da surriscaldamento
    UVP (Under Voltage Protection): protezione da cali di tensione
    SCP (Short Circuit Protection): protezione da corto circuito.

Approssimativamente possiamo tentare di riconoscere empiricamente un discreto alimentatore da due cose:
Peso ed una buona occhiata.
Guardando all’interno del nostro alimentatore, anche senza aprirlo si può notare la presenza o meno di una buona componentistica, ed il peso può confermarlo.
Ad esempio se il PCB risultasse molto spoglio, potrebbero mancare circuiti di protezione importantissimi. Un simile ragionamento può essere fatto sul peso. Se, inoltre, ci trovassimo di fronte un alimentatore dichiarato come 850w, ma risultasse leggerissimo, probabilmente sarebbe meglio diffidare di quel particolare modello.

-Conclusione

Considerando quanto detto, e i vari parametri elencati sopra, ecco alcuni esempi di alimentatori affidabili su varie fasce di prezzo ( Con il link per poterli acquistare ).
-400W Low, budget <50€
Be Quiet System Power 8
-550W Semi-Modulare, budget circa 70€
Corsair TX550M
-650W Semi-Modulare, budget circa 80€
Corsair TX650M
-550W Modulare, budget circa 80€
Seasonic Prime Focus Gold 550W
-650w Semi-Modulare budget circa 90€
Antec EA650G PRO
-750W Modulare, budget circa 100€
Seasonic Prime Focus Gold 750W
-850W Modulare, budget circa 150€
Seasonic Prime Focus Platinum 850W
-1000W Modulare, budget >200€
Corsair RM1000i

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