Anycubic 4Max pro 2.0 Review, un buon progetto mal realizzato

Hands On, alcune specifiche

Indice

La macchina arriva preassemblata, dunque non ci sarà nulla di particolare da fare, a parte l’unboxing e la rimozione di polistirolo e fascette ed il collegamento del sensore di fine filamento.
Analizziamo qualche specifica nel dettaglio, andando ad ottenere qualche informazione interessante.

HOTEND

Si tratta di un sistema con heatsink corto, posizionato in direct drive con il BMG-like ed un sistema bore 4.1 per la gola ed un ugello mk8 in acciaio indurito.
In dotazione con la stampante avremo un kit completo di gola, blocco riscaldante, ugello, cartuccia e termistore extra.

La scelta di usare una 5015 radiale, con un buon flusso d’aria, sull’hotend, considerando il piccolo heatsink, è ottimale. Ciò che lascia perplessi invece è aver adoperato un sistema bore 4.1 su una stampante boxata, che in molti potrebbero mirare con lo scopo di stampare ABS, ASA ed affini.
Il tubo di PTFE in battuta con l’ugello limita la temperatura massima a cui si può stampare, che secondo Anycubic arriva fino a 260 gradi, ma che generalmente con questi sistemi, usando un tubo in PTFE standard non dovrebbe superare i 240 gradi.
Un sistema con gola full metal sarebbe stato più appropriato, anche se, chiaramente una gola full metal che non dia problemi di clogghing con alcuni materiali (vedi PLA), richiede una buona finitura, un costo maggiore, un buon cooling sull’heatsink (la temperatura della parte fredda dell’hotend va mantenuta sufficientemente bassa affinché il materiale, specialmente i meno stabili termicamente arrivino all’ugello senza bloccarsi prima) e dunque porta con sè una serie di problematiche delicate.
Ad ogni modo esiste una soluzione alternativa, un palliativo economico, che funziona e che vedremo in seguito nel dettaglio.

ELETTRONICA E BOARD

La parte sottostante della 4Max Pro nasconde tutto il cuore elettronico.

Siamo rimasti piacevolmente sopresi dalla parte elettronica, in particolare per l’attenzione ai dettagli. All’interno troviamo numerose ventole e tutte con un notevole flusso d’aria senza risultare particolarmente rumorose.
Troviamo anche un generoso MOSFET per il collegamento del piatto riscaldato alla scheda madre.
Il chip utilizzato è l’ormai noto (ed in parte superato) ATMEGA 2560 ad 8bit con RAMPS 1.4, che tuttavia ha una potenza di calcolo più che sufficiente per muovere una cartesiana, come la 4max pro 2.0, anche utilizzando le ultime versioni di Marlin.
Abbiamo una radiale anche per il raffreddamento delle zone calde della Trigorilla, diretta sui drivers , che sono 2 X TMC 2208 per X ed Y, ed 4988 per Z ed Estrusore (piccola nota bizzarra, ci sarà un driver in più ad un ingresso che non ha alcun motore collegato).

TOUCHSCREEN

Il touchscreen ha un tema sobrio, con una simpatica animazione all’acensione. Le dimensioni sono superiori alla media offerta in diverse stampanti, sufficienti a non rischiare di cliccare più funzioni contemporaneamente e risulta utilizzabile anche con le dita, cosa che con un TFT da 2.4” è praticamente impossibile. Il feeling è abbastanza buono, lo schermo risulta abbastanza reattivo, nonostante a volte non sia precisissimo. Piccola nota dolente riguarda invece il discorso modding e firmware, in quanto si tratta del solito TFT Anycubic con approccio closed, che ci impedirà dunque di inserire funzioni utili. Per chi se lo stesse chiedendo a questo punto della lettura, ci riferiamo proprio al babystep. Rinuncia che a molti risulterà scomoda.

BED LEVELLING

La 4Max pro 2.0 non ha alcun sistema di autolevel. Il bed levelling, così come la calibrazione di Z0 è del tutto manuale. Si livella il piano tramite le quattro manovelle nei quattro angoli del piano, armati di foglio di carta, o armati del foglio incluso negli accessori, che arriva con la stampante.

L’endstop Z si regola tramite una vite ed una farfallina. Un sistema molto simile a quanto abbiamo visto anche sulla kingroon kp3s e che non risulta eccessivamente complicato, ma che qui riesce a dare qualche fastidio in più dato che, trattandosi di una macchina chiusa, lo spazio di manovra per arrivare alla vite può risultare angusto.

7 Comments

  1. Finalmente una recensione fatta per come si deve! Possiedo questa stampante da qualche mese e posso confermare tutti i problemi citati da Marco. Essendo la mia prima stampante 3D e non avendo quindi esperienza in materia mi sono trovato in serie difficoltà all’inizio. Per fortuna ho incontrato Marco fra i membri della community dei possessori della 4Max Pro 2.0. E’ stato veramente la mia salvezza, mi ha passato i fix riportati in questa recensione e la stampante magicamente ha iniziato a stampare alla perfezione. Stavo pensando di cambiare stampante e invece adesso stampo felicemente qualsiasi cosa. Non potrò mai ringraziare abbastanza Marco per la disponibilità ed il supporto 🙂

    1. Prima o poi monterò la mia stampante che Marco mi ha venduto ormai secoli fa, ma parliamo comunque di un ragazzo che ormai conosco da un po’ e ha sempre dimostrato disponibilità e competenza.

      Ha solo un difetto, ogni tanto sparisce, ma questo fa parte del personaggio LOL

  2. Ottima recensione! Medaglia altamente meritata. Se non ti avessi letto, l’avrei presa e avrei pianto. Con le dovute modifiche, pare essere una ottima seconda stampante. E’ certo pero’ che un bed-leveling automatico avrebbe fatto piu’ piacere. Per la serie “almeno una gioia”.

    1. È un vero peccato che abbiano rovinato un’opportunità in modo così goffo. Senza quei difetti che presenta, ha tutte le carte in regola per essere un best buy assoluto nella fascia prezzo.
      Se poi avessero aggiunto anche mesh level (non per forza con sonda) e soprattutto babystep a step da 0.05 tramite TFT sarebbe stata una stampante adatta a chiunque, versatile e di buon livello, senza praticamente rivali nel range 300-500€.

  3. ottima recensione rispecchio tutti i problemi parzialmente risolto in un anno di utilizzo di due 4max Pro. ho provato a girare il brass nut come dici tu ma ora ho il problema di schiacciamento che prima non avevo. non è che avresti voglia di fare una mini guida su come fare correttamente il lavoro? grazie!

    1. Ciao. Purtroppo la 4Max è soggetto a diverse problematiche, è un vero peccato e confrontandomi anche con numerosi utenti, i problemi con l’asse Z sono molteplici. Per quanto riguarda la guida non penso che farò una guida specifica, perchè ho in programma altre guide ed altre due recensioni. Sulla 4max farò un approfondimento riguardante gli upgrade. Quali gola bimetal, cartuccia in rame, come bypassare la questione dello schermo che è closed, il che ti impedisce di usare il babystep anche se attivato da firmware ecc.
      Per quanto riguarda il lavoro però posso suggerirti innanzitutto di controllare che la tua Z sia in quadra. In tantissime max pro la Z non è assemblata in quadratura e questo non fa che amplificare le problematiche con l’asse Z. So che è antipatico perchè è chiusa e lo spazio è poco, ma tramite una livella, tramite delle squadre, cerca di verificare la quadratura e se non lo è cerca di sistemarla al meglio che riesci (ovviamente più preciso riesci ad essere, meglio è). Una volta sistemato questo, l’asse si muoverà molto meglio. Successivamente se hai problemi a sistemare il dado, iscriviti nella community che abbiamo su facebook e posta le foto, così appena riesco ti leggo e guardo. Alla fine di tutta la procedura non scordarti di ingrassare nuovamente la vite ed il dado.
      Saluti 😀

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