The Council recensione

The Council è un titolo di origine francese, partorito dalla compagnia “Big Bad Wolf”, che ha deciso di sviluppare questa coinvolgente avventura grafica in episodi. Usciti in momenti distanziati, i cinque episodi  che compongono il nostro game, sono sviluppati ognuno con dei sotto capitoli  riportanti un titolo a sé stante, che a sua volta racchiude parole chiave che ci anticipano quello che si tratterà al suo interno. I capitoli sono articolati in modo tale che al loro termine ognuno ci consentirà di accrescere la nostra esperienza, quindi il livello e le nostre abilità. È proprio dalla scelta della classe, cui conseguono determinate abilità, che inizia l’avventura che vedrà protagonista il nostro personaggio principale : Diplomatico (sviluppa abilità come quelle politiche), Occultista (abilità scientifiche e relative all’occultismo), Detective (abilità relative alla vigilanza, interrogatorio e psicologia). 

Piattaforme : Microsoft Windows, Playstatio 4, Xbox One.

Configurazione di prova :

Ryzen 2700x ; 16gb Ram (3466mhz) ; GTX 1080ti ; Risoluzione 3840 x 2160p ; Windows 10

Trama : 8,5

The Council si presenta come un’avventura sorprendentemenete coinvolgente.
La trama è ben sviluppata nella sua interezza e vanta nella sua narrazione alcuni nomi altisonanti appartenenti alla storia, come quello del primo presidente degli USA, George Washington, o l’imperatore francese Napoleone Bonaparte, conosciuto come un grande uomo di guerra, e tocca politicamente momenti storici appartenuti ai “grandi” della storia del XVIII secolo. Viene elaborato un intreccio tra la finzione e la realtà risalente alla seconda metà del ‘700, in cui non mancavano di certo sfarzi e opere magnifiche tra scultori e pittori di ogni dove, e che vede al centro della narrazione Louis De Richet, un giovane ancora alla ricerca della propria strada. La storia ed il gioco si svolgono su un’isola, all’interno dell’elegante castello di Lord Mortimer, un ormai anziano aristocratico il cui nome risulta avere una gran fama, ma di cui in realtà si sa ben poco. Su invito di quest’ultimo, Louis raggiunge l’isola per cercare la madre scomparsa, trovandosi in compagnia dell’affascinante Emily Hillsborrow, duchessa d’Inghilterra, personaggio dalle molteplici sfaccettature. Louis e la madre, Sarah De Richet, sono membri di una società segreta denominata “Golden Order”, i cui elementi focali sono l’occultismo ed avvenimenti che finiscono per coinvolgere gli ambienti politici e diplomatici. È proprio su questa linea che si svolgono le vicende. Tutto appare infatti come avvolto dal mistero, partendo dalla scomparsa della madre, invitata a sua volta precedentemente sull’isola dalla particolare figura del padrone di casa, e arrivando alla presenza nel castello di altri invitati, alcuni, come detto, di un certo spessore nella società del periodo. Louis si vedrà coinvolto, oltre che nella ricerca della madre, in altri intrighi che chiameranno in causa gli invitati e i loro rapporti interpersonali. Non mancheranno passione, sotterfugi, inganni, dilemmi esistenziali e colpi di scena. Il nostro personaggio si ritroverà, infatti, ad indagare, grazie anche alla sua perspicacia, alle abilità psicologiche e di ricerca, sugli avvenimenti inspiegabili che coinvolgono gli ospiti del castello, che a loro volta giocheranno un ruolo rilevante durante tutto lo svolgimento della trama.
Il giocatore sarà spesso posto davanti a più opzioni tra le quali scegliere, e che più volte riusciranno a metterlo seriamente in crisi e dalle quali dipenderanno i fatti e l’andamento della trama, avendo ripercussioni in ogni capitolo, così come per ogni episodio, fino alla fine del gioco.

Gameplay : 7-

Il punto forte di The Council sicuramente risulta essere la narrazione, essendo tra l’altro evidentemente concentrato sui dialoghi, durante il suo percorso. Ci si ritrova infatti davanti a dei confronti con gli altri personaggi la cui conclusione determinerà il percorso della trama e contribuirà a farci avere punti abilità, oltre a farci scoprire chi abbiamo di fronte da un punto di vista psicologico. Compresi quindi i loro punti deboli, sarà importante saper cogliere delle opportunità inerenti alle loro caratteristiche, e le loro immunità. Non vanno sottovalutati i numerosi enigmi, anche ben articolati, che rappresentano il cuore del gameplay e mettono alla prova il giocatore dando spesso del filo da torcere. Interessanti gli elementi tipici della “caccia al tesoro” che ci condurranno ad oggetti chiave, da utilizzare per accedere a stanze segrete fuori e dentro il castello, che insaporiscono la nota investigativa del gioco.
Il gameplay non è certo libero come può esserlo quello di un titolo Open World, ed infatti spesso ciò ci porta ad essere manovrati nei movimenti e le possibilità di spostarci in lungo e in largo per la proprietà risultano alquanto limitate in molte vicende dei vari capitoli, per via degli obiettivi che ci attendono.

Alcune delle nostre scelte, e alcuni confronti, risultano un po’ troppo pilotati, ed il gioco risulta perfino costrittivo in alcuni punti focali dei capitoli. Probabilmente una maggiore libertà d’azione ed un gameplay a tratti più flessibile, avrebbero dato un surplus a tutta l’esperienza di gioco, che risulta comunque soddisfacente.

Comparto Tecnico : 6-

Il motore grafico sicuramente non brilla. Non tanto sotto un punto di vista di textures, che hanno un livello medio accettabilmente dettagliato, quanto sotto il punto di vista della fisica di gioco. I movimenti sono innaturali, il nostro Louis ci ricorderà sovente un rigido manico di scopa con due piedi. Per quanto possa sembrare simpatica e divertente quest’ultima descrizione, è realmente ciò che più si avvicina alla rigidità trasmessa dai movimenti. Anche le interazioni con gli oggetti sono di mediocre livello e risultano poco credibili.
Un’altra nota estremamente dolente sono le espressioni facciali. Se sulla rigidità dei movimenti e la loro scarsa credibilità si può chiudere un occhio, è invece impossibile fare lo stesso sulle espressioni dei personaggi con i quali interagiremo nei vari dialoghi e confronti che ci accompagneranno lungo tutto il gioco. I personaggi risultano inespressivi, con lo sguardo assente, perso nel vuoto, il che dopo le prime battute ci farà sentire come se stessimo interagendo con dei fantocci, e non di rado infatti, ci sarà quasi impossibile stabilire dove essi guardino o cosa essi provino. La cosa diventa ancor più grave se si considerano le opportunità per utilizzare abilità come psicologia o osservazione, in cui Louis tenderà a focalizzarsi su alcune peculiarità dell’interlocutore, molte delle quali proprio espressioni o reazioni, che visivamente invece risulteranno piatte o del tutto inesistenti. Ciò è veramente un peccato, perché se da un lato abbiamo dei dialogi ben realizzati, delle personalità profonde , articolate, complicate, misteriose, dall’altro questo neo mina il coinvolgimento empatico che in molti confronti e dialoghi dovrebbe invece essere essenziale.
La realizzazione del castello e dei vari dettagli è altalenante, la riproduzione dei quadri di artisti celebri è di buon livello ed ha un impatto suggestivo, degno di nota. Le opere di Caravaggio, Da Vinci, in cui ci imbatteremo non mancheranno di rievocare, anche se in minima parte, il fascino degli originali. Al contrario per alcuni elementi di secondo piano, come tappeti, libri, cibo, bicchieri, è invece non altrettanto minuziosa. Nel complesso, l’impatto visivo risulta comunque apprezzabile.
Anche il frame rate a tratti risulta altalenante, in particolar modo nei pressi di fonti luminose, mettendo in crisi hardware di fascia elevata, comunque non regalando effetti grafici altrettanto complessi. Mediamente risulta godibile, e il gioco non presenta problematiche realmente fastidiose.
Resta la forte convinzione che un titolo come “The Council” con un comparto tecnico di calibro differente, ne sarebbe stato fortemente valorizzato.

Sonoro : 6

La selezione musicale risulta calzante con l’ambientazione e crea un’atmosfera adeguata all’alone di mistero che avvolge il gioco, se non fosse che a lungo andare appare ripetitiva in quanto la scelta ricade su un unico motivo di sottofondo che andrà riavvolgendosi lungo tutto il percorso. Non vi sono dunque delle variazioni, escludendo i tratti in cui si presenta una scena particolare, per esempio quando viene svelato un mistero, si  conclude un confronto, o altre simili. Il doppiaggio mostra evidenti difetti. Nonostante le voci risultino ben abbinate ai personaggi, purtroppo si nota immediatamente una coincidenza poco armoniosa tra il discorso e le espressioni facciali. Questo dettaglio non fa che enfatizzare il difetto precedentemente esposto sulle espressioni dei personaggi, finte ed improbabili, che già penalizzano il titolo.

Giudizio Finale : 7

The Council, come detto, è un gioco caratterizzato dalla presenza di cinque episodi usciti in momenti diversi e che hanno fatto attendere con ansia gli appassionati del genere grazie proprio al suo punto forte,  la trama. Sotto tale punto di vista, questo titolo è senza dubbio alcuno lodevole, risulta coinvolgente, ricco di colpi di scena, intrighi, e giunge sino alla fine tenendo vivo l’interesse del giocatore.
Purtroppo qualche neo penalizza il risultato finale, che avrebbe avuto le potenzialità per essere eccezionale. Il gameplay da una parte è gradevole e presenta degli enigmi ben realizzati, che sfruttano appieno elementi d’effetto dell’ambiente circostante quali i quadri e le opere, ma a tratti è fin troppo pilotato e limita anche la libertà di movimento già circoscritta al castello, in vari punti della trama.
Il vero elemento buio di questo titolo è il comparto tecnico. Non tanto per l’altalenante effetto visivo che risulta comunque accettabile nel suo complesso, quanto per tutto il resto. La fisica del gioco è mal realizzata e trasforma i personaggi in rigidi fantocci con delle espressioni facciali pessime, cosa che viene enfatizzata maggiormente da un comparto sonoro che sincronizza le voci alle espressioni in modo piuttosto approssimativo. Purtroppo essendo un gioco che ruota interamente intorno alle interazioni tra i vari personaggi, il comparto tecnico con tutti i suoi difetti, rovina l’effetto finale. Ciò è un vero peccato, perché The Council è un bel titolo, valido, che meritava un comparto tecnico di diverso spessore.
Noi ci auguriamo che “Big Bad Wolf” ci “regali” un altro titolo, con quelle stesse qualità ottime di The Council ma incorniciato da un comparto tecnico che sia all’altezza del progetto stesso.

Pro :

  • Trama intrigante e coinvolgente
  • Enigmi ben realizzati
  • Buona longevità
  • Ambientazione suggestiva
  • Personaggi carratterialmente profondi

Contro :

  • Comparto tecnico mediocre (personaggi rigidi come fantocci e con espressioni facciali poco credibili).
  • Doppiaggio approssimativo

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